I 65 ANNI DELLO SKAL INTERNATIONAL VENEZIA PDF Stampa E-mail

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I 65 ANNI DELLO SKAL INTERNATIONAL VENEZIA

Un evento speciale a Palazzo Ferro Fini: un incontro che ricorda lo Statuto del club Skal, firmato 65 anni fa in uno dei saloni del Grand Hotel, oggi divenuto sede del Consiglio Regionale del Veneto. Skal è l’acronimo che sta per Sundhet (salute), Karlek (Amicizia), Alder (Lunga vita ), Lycra (Felicità) e su questi valori si è basato il Club fin dai primi 16 fondatori, operatori turistici veneziani.

A raccontare storia e finalità del Club (il più antico di questo genere), il suo Presidente, Armando Ballarin e il socio Edoardo Masprone che ha ritrovato l’antico documento conservato all’Archivio Notarile Superiore di Venezia. Ad accogliere i soci è intervenuto Bruno Pigozzo, Vice presidente Consiglio Regionale Veneto, che ha portato il saluto del Presidente Roberto Ciambetti e ricordato come il turismo di qualità porti beneficio al territorio. Per aprire ai giovani operatori e studenti del turismo è nato Young Skal quale simbolico passaggio di testimone all’insegna di amicizia, solidarietà e innovazione. 

Dei fondatori, due i figli che hanno continuato sulle orme paterne, Edoardo Masprone (Raffaele) e Sandra Biasutti (Mario Vittorio). “L’ospite per noi è sacro. Noi ci impegniamo a promuovere la Pace; senza pace non c’è turismo. Turismo inteso come opportunità, risorsa e non un peso- ha spiegato Ballarin-, e i fondatori del club non hanno pensato solo agli scambi commerciali ma guardato più avanti e più in alto verso nobili valori". Il club nel 1954 modificò la denominazione “Skal-Club  di Venezia” in “Skal-Club per le Tre Venezie” data la sua grande diffusione. A conclusione, i soci presenti hanno firmato con una certa emozione un nuovo documento che richiama quello stilato nel 1951 per un turismo etico, sostenibile e di qualità. Poi, tutti a pranzo ai “Do Forni” del socio Eligio Paties. 


Maria Teresa Secondi  

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Ultimo aggiornamento Lunedì 02 Maggio 2016 18:06
 
12 MILIONI DI TURISTI: 12 MILIONI DI OPPORTUNITÀ, UNA TAVOLA ROTONDA SUL TURISMO DEL FUTURO PDF Stampa E-mail

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SKAL: “12 MILIONI DI TURISTI: 12 MILIONI DI OPPORTUNITÀ, UNA TAVOLA ROTONDA SUL TURISMO DEL FUTURO”

“Il turismo del futuro passa attraverso progetti ed iniziative di turismo eco-sostenibile di qualità e turismo accessibile, proprio ciò che Skal International Venezia sta promuovendo attraverso i propri associati”.

Lo ha dichiarato con orgoglio il neoeletto Armando Ballarin, presidente dello Skal Club Venezia, associazione internazionale di professionisti del turismo, alla presentazione della tavola rotonda sul turismo veneto dal titolo “12 milioni di turisti: 12 milioni di opportunità” che si è tenuta in una gremita Sala della Musica dell'hotel Ca' Sagredo di Venezia. “Questa tavola rotonda”, ha spiegato Ballarin,”ha l'intento di mettere in evidenza le molteplici opportunità che il turista offre alle destinazioni ospitanti e che queste ultime, spesso, non sono in grado di cogliere”.

Grande attesa per i contenuti dell'intervento del docente universitario Stefan Marchioro che, a nome della Regione Veneto, nel suo contributo ha annunciato che sono arrivati dall’Europa i 40 milioni attesi per i bandi di sostegno alle imprese. “Si tratta di una fonte di finanziamento dei Fondi comunitari del POR FESR riferiti alla programmazione 2014-2020” ha spiegato Marchioro all'uditorio “sono disponibili 40 milioni per il turismo così suddivisi: 30 milioni per l’innovazione, 6,4 milioni per le start up d’impresa, ed infine 3,6 milioni dedicati alle reti d’impresa ed al cosiddetto club di prodotto”.

“La situazione europea vede il Veneto come la sesta destinazione per numero di presenze” ha dichiarato la direttrice del Ciset, Centro Internazionale di Studi sull’Economia del Turismo, dott.ssa Mara Manente, “mentre a livello nazionale è la prima regione turistica con una quota di oltre il 16% delle presenze complessive. Le previsioni fino al 2030 prevedono un spostamento dei flussi turistici dall'Europa verso l'area Asia - oceano Pacifico e quindi un contesto competitivo sempre più aggressivo. Come poter quindi sfruttare i 12 milioni di opportunità? Modificando il modo di fare rete, quindi reti che siano alleanze per intercettare innovazione e nuovi mercati, network flessibili e veloci comprendendo il cliente come soggetto interattivo con gli operatori turistici. Servono per questo: la personalizzazione dei prodotti, attraverso l'esperienza turistica originale, dall'altro lato ci vuole una forte intelligence, cioè una profonda conoscenza delle motivazioni, esigenze, domande dei clienti. In questo contesto l'azienda deve prestare molta attenzione a ciò che la circonda attraverso l'integrazione nel territorio, puntando ad essere competitiva anche nella sostenibilità ed accessibilità, entrambi temi cari a Skal”.

“Il continuo aumento dei turisti asiatici” ha aggiunto Bruno Bernardi, docente di economia aziendale all'Università Ca' Foscari di Venezia “lontani dalla nostra tradizione, richiede iniziative del tutto nuove per aiutare questi ospiti a dare un senso alla loro esperienza. Perché ciò accada, dovremo aver compreso le loro attese, ci dovremo immergere nella loro cultura, dovremo costruire con i loro mondi vitali una sorta di partenariato culturale. L'Università di Venezia ha una consolidata esperienza di dialogo interculturale che può mettere a disposizione degli operatori del turismo e dell'arte. Un grande contributo può venire anche dalle tecnologie informatiche, sia per rendere più interattiva, personalizzata e memorabile l'esperienza del singolo visitatore, sia per tracciare il comportamento di consumo culturale dei turisti. I benefici per l'intera filiera del turismo e dell'offerta culturale sono evidenti".

“I 12 milioni di turisti che raggiungono ogni anno Venezia” ha puntualizzato Mauro Santinato del TeamWork di Rimini “rappresentano il più grande patrimonio di cui oggi disponiamo. Per questo bisogna investire sulla cultura dell'accoglienza, sui 12 milioni di ambasciatori che tutti gli anni possono portare in giro per il mondo la loro positiva esperienza. Se capiamo che l'accoglienza è il fattore determinante dovremmo evitare la paradossale chiusura degli uffici Iat che si sta verificando. Il Veneto è leader del turismo perché vanta l'eccellenza in tutte le tipologie di attrazione turistica, naturali come mare, lago, laguna, collina, montagna e culturali, come città d'arte, Venezia, Verona, Padova. Regione leader ma senza leadership, perché manca di strategia d'investimento nel turismo. Non è previsto un budget adeguato. Considerando che il Pil generato dal turismo rappresenta l'8,5%, tre volte superiore al manifatturiero ed al tessile, il budget d'investimento dell'assessorato al turismo è tre volte superiore a quello per gli altri comparti? Credo che il turismo produca una ricchezza che rimane nel territorio valorizzandolo ed offrendo occupazione ai residenti, sostenendo nel contempo altri settori produttivi, e per questo sia necessario rendersi conto anche nel Veneto che non si può volere la ricchezza del turismo evitando i disagi che questo comporta”.

“Sulla relazione fra trasporto e turismo” ha relazionato il direttore generale di Atvo, ing. Stefano Cerchier “devo premettere che una società di trasporti deve prima di tutto essere dotata di infrastrutture all'avanguardia come autostazioni pulite ed efficienti, in una parola che attirino il cliente. Detto questo, il cardine diventa l'innovazione

tecnologica. Su questo Atvo si è prodigata in tutti questi anni con soluzioni che rispondano alle richieste della clientela. Cito ad esempio la web app basata su tecnologia di Google Maps, sviluppata di recente da una collaborazione fra Atvo e il Mit di Boston (Usa), che fornisce all'utente la possibilità di scegliere il mezzo di trasporto pubblico più utile in base all'ora ed alla sua posizione. Altro settore è l'implementazione degli acquisti on line che rappresenta per Atvo il 10%, oltre alla formazione del personale linguistica, almeno per l'inglese, ma anche nella risoluzione dei conflitti. Serve infine la verifica continua di come ci giudicano nel mondo e sul web attraverso i social network, aprendo un contatto evoluto con l'utenza per un coinvolgimento proattivo che la guidi nella sua libera scelta”.

“A Stra, non lontano da Venezia e Padova, lungo la Riviera del Brenta” ha raccontato la dott.ssa Cristina Rossi, direttore di Villa Foscarini-Rossi “sorge il complesso architettonico seicentesco Villa Foscarini-Rossi. Dopo l'acquisto nel 1990 ed un accurato restauro che ha valorizzato le purissime linee architettoniche, gli importanti affreschi e l'intero complesso, la famiglia Rossi ha aperto al pubblico Villa e Foresteria con l'intento di renderle vive cosi come era stato pensato e voluto dai nobili Foscarini. I saloni della Villa sono quindi diventati sede del Museo Rossimoda della Calzatura, che ripercorre la storia della manifattura calzaturiera europea fin dagli anni '60 attraverso la committenza di importanti brand europei con cui l'artigianato della famiglia Rossi si è confrontato nei decenni, mentre quelli della Foresteria ospitano convegni, meeting, ricevimenti, concerti, esposizioni. Tutto il complesso rappresenta un importante esempio di come il connubio fra l'artigianato e una location storica di valore artistico possa trasformarsi in un importante motivo di turismo per il territorio”.

“In quanto ente governativo monegasco” ha esposto la dott.ssa Gloria Svezia, direttore dell'Ufficio del Turismo e dei Congressi del principato di Monaco “ci occupiamo della promozione turistica del Principato su tutto il territorio italiano, nei vari segmenti: turismo congressuale, leisure e nei confronti della stampa e dei media. Alcune delle operazione svolte lo scorso anno: la serata Vip a Napoli in ottobre o la terza edizione del Trofeo velico Principato di Monaco a Venezia in giugno, dedicata alle vele d'epoca, entrambe per il consumatore finale "haut de gamme"; inoltre il progetto del Club degli Ambasciatori di Monaco per il Turismo d'affari e il recente "Carnevale di Venezia â munegasca" per una selezione di giornalisti. Punto fondamentale di tutte le nostre azioni è la collaborazione con i Consolati di Monaco nelle varie città e con quello di Venezia in particolar modo. Una strategia di promozione che è flessiible e ricettiva verso gli stimoli esterni, come dimostrato dalle iniziative svolte lo scorso anno presso il Padiglione Monaco, nei sei mesi dell'Expo”. 

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Lo Skal Club all'udienza del mercoledì di Papa Francesco PDF Stampa E-mail

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Lo Skal Club all'udienza del mercoledì di Papa Francesco

In occasione dell’apertura dell’Anno Santo, una delegazione dello Skal International Italia ha presenziato all’udienza del mercoledì a piazza San Pietro e il suo presidente Salvatore Piscopo (nella foto) ha consegnato nelle mani di papa Francesco un messaggio a nome dell’intero consiglio e di tutti i soci dello Skal italiano.

Alla vigilia del Giubileo dedicato alla Misericordia e alla Giornata per il Disabile, che si è celebrata il 3 dicembre, il sodalizio di operatori del turismo ha portato un messaggio al Santo Padre "venuto da lontano per riavvicinare le genti di tutto il mondo con parole e gesti che rianimano i cuori e le menti". "Messaggi semplici - si legge nella pergamena consegnata direttamente nelle mani del papa - ma forti e chiari, per riaccendere la speranza e risvegliare quei valori morali e quel sentire comune su cui ricostruire, pur nel rispetto delle rispettive identità etniche, religiose e culturali, una società globale più giusta, baluardo contro le diverse forme di malaffare, terrorismo e fanatismo".

Un messaggio di pace per trovare tutti insieme il coraggio di respingere la paura e l’idea della paura, dopo i tragici eventi delle ultime settimane, e come già era stato auspicato nell’editoriale di Travelnostop.com del 16 novembre scorso intitolato "Il coraggio di respingere la paura e l’idea della paura".

Gli operatori turistici professionali dello Skal Italia, da sempre messaggeri di pace, per vocazione, convinzione e legittimi interessi professionali ed imprenditoriali, nella stessa occasione, hanno anche offerto al papa un voucher valido per 10 famiglie ciascuna da ospitare nelle città italiane sede dei Club Skal, per sottolineare "i più sinceri sentimenti di ammirazione, solidarietà, gratitudine e devozione".

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Venice: Another Tourism is Possible PDF Stampa E-mail

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Lo Skal Internation Venezia ha partecipato a VENICE: ANOTHER TOURISM IS POSSIBLE


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Ultimo aggiornamento Martedì 08 Dicembre 2015 22:46
 
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Cos'è SKÅL

SKÅL INTERNATIONAL è l'unica Associazione Internazionale che riunisce tutti i rami dell'industria del turismo e dei viaggi. I suoi associati, leaders, imprenditori e dirigenti nei vari settori del turismo, si incontrano a livello locale, nazionale e internazionale per discutere e perseguire in amicizia argomenti di comune interesse al di sopra di ogni differenziazione di razza, di religione e di qualsiasi ideologia politica.

Il primo Club fu fondato a Parigi il 18 dicembre 1932 e l'idea di cordialità e amicizia nei rapporti di lavoro si diffuse sempre di più. Nacquero in seguito altri Club, e nel 1934 fu fondata la "Association International des Skal Club" che oggi comprende circa 20.000 Soci in oltre 500 Club in 90 nazioni. In Italia gli SKÅL CLUB sono 13 e compredono oltre 500 Soci.

Mission e principi

SCOPO : è facile leggere nello Statuto riportato sul sito ufficiale dello SKÅL INTERNATIONAL ITALIA gli scopi sociali. In sintesi si può affermare che lo scopo principale del Consorzio è costituito da una attività promozionale, riferita alle aziende affiliate, da esercitare nelle più ampie forme, ma soprattutto tramite la partecipazione a fiere e workshop, utilizzando le risorse economiche che la normativa comunitaria, nazionale, regionale e locale mettono a disposizione di simili organismi.

CONDUZIONE : deve essere la più snella possibile, senza particolari apparati e contenendo le spese grazie al supporto logistico che le singole aziende, in particolare quella che farà capo al Presidente di turno, potranno di volta in volta dare. Nella conduzione e nello sviluppo dei programmi saranno utilizzate le diverse professionalità delle quali ci si augura che il Consorzio possa disporre.

AZIONI : potranno essere stabilite nel concreto solo dopo che il Consorzio avrà raggiunto un numero ragionevole di Soci, sulla base delle risorse che potranno essere considerate disponibili.

Significato di "SKÅL"

La parola "SKAL" esisteva nell'antica lingua svedese sin da tempi remoti ed era, fra le altre cose, un recipiente per bere, di forme diverse e generalmente di legno, facile da trovare in Svezia. Olaus Magni (1490-1557), storico svedese del Medio Evo, difese l'uso di questo recipiente contro quelli di vetro.
Il vetro non si usava nelle tavole nordiche poiché, secondo i movimenti, poteva rompersi e quindi produrre delle ferite. Prudentemente bevevano nello "SKALAR" o coppa di legno e pronunciavano "SKAL" nel sollevarlo. Il rituale di quei tempi era molto più formalista di quello odierno.

Gli anziani davano al brindisi tanta importanza come alla comunione, per questo motivo gli ecclesiastici del secolo XVII non approvavano il "brindisi dell'anfitrione".
Il Diritto Canonico "Thesaurus Epistolicus" del 1619 lo accettò, però solo prima di sedersi a tavola e il rituale "SKAL" divenne il complemento civile alla cerimonia religiosa del matrimonio. Il filosofo svedese Lagercrantz descrive in un documento le consuetudini Skal, dando vari esempi dell'impiego del "brindisi dell'anfitrione", detto anche "brindisi del contadino".